...Ultimo aggiornamento Agosto 2007

 

Amerigo Vespucci sbarca a Porto Torres
 
Capodanno di fuoco al Gruppo di Porto Torres
    
ormeggiatori e battellieri accorsi tra le fiamme di una chimichiera

...tratto da:"Porti e servizi tecnico-nautici"

  Affettuosa dedica alla "COLLEGA" scomparsa - Un omaggio speciale

...tratto da:"Porti e servizi tecnico-nautici"

  PORTO TORRES - E' morto il cane ormeggiatore, da sei anni " LAVORAVA " nel porto

...tratto da: "La Nuova Sardegna"

    Porto Torres - La cagnetta “ormeggiatrice” uccisa da una zecca, era la mascotte dei portuali
 

...tratto da: " L'unione Sarda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Capodanno di fuoco al Gruppo di Porto Torres
ormeggiatori e battellieri accorsi tra le fiamme di una chimichiera

 

"E il primo giorno del 2004; come ogni mattina ci troviamo alle ore 5.30 pronti per l'ormeggio della motonave della Tirrenia, proveniente da Genova, e ci scambiamo i consueti auguri del nuovo anno, con la speranza che sia proficuo, vista la crisi economica e la­vorativa che investe il nostro territorio. Siamo in ogni modo fiduciosi, soprattutto perché la rada è piena di navi, nell'attesa di andare all'ormeggio, come da mesi non si vedeva". Federico Verafede, capogruppo degli ormeggiatori-battellieri di Porto Torres inizia così la sua relazione sui drammatici avvenimenti di un Capodanno che la comunità portuale portotorrese difficilmente dimenticherà. "Finalmente dopo tanto maltempo, una giornata limpida e soleggiata, con un leggera bava di vento di maestrale".
Ma il dramma è alle porte: "Alle 11,50 un boato spaventoso rompe il silenzio, lo spostamento d'aria
fa tremare i muri del nostro piccolo ufficio, Ci precipitiamo fuori per capire cosa sta succedendo... Quello che si presenta ai nostri occhi è apocalittico. Un enorme fungo di fumo si alza in cielo tanto da oscurare la bellissima giornata. Decidiamo senza indugio di partire con la nostra macchina di servizio, alla volta del Porto Industriale, dove sono ormeggiate le navi passeggeri della Tirrenia e della Grimaldi, e vi trova posto anche una nostra imbarcazione". Lì, squarciata da un'esplosione e avvolta da un fuoco con fiamme alte fino a 30 metri, sta divampando la'Panam Serena', nave chimichiera praticamente nuova, impegnata nello sbarco di benzene.

"Nel frattempo, per ragioni di sicurezza, la motocisterna Agip Palermo, chiede di lasciare immediatamente l'approdo, in quanto l'unità in fiamme le è ormeggiata vicino. Ci dividiamo allora i compiti: in parte andiamo con la motobarca a prestare assistenza al disormeggio dell'Agip Palermo; altri si occupano del disormeggio delle navi passeggeri Tirrenia e Grimaldi in sosta nello stesso specchio d'acqua circostante al luogo del sinistro; altri ancora di noi, raggiungono la zona dell'esplosione con la motobarca Pantera, utilizzata quotidianamente dal Gruppo per il servizio di battellaggio".
Disormeggiata l'Agip Palermo, che fortunatamente, non era stata collegata alla tubazione di terra, per la discarica, si dispone che un ormeggiatore presti assistenza sul pontile ad un operatore dello stabilimento Syndial intento ad attivare tutti i sistemi antincendio disponibili sulla piattaforma. "Nel frattempo, con una nostra imbarcazione si effettua un periplo nel mare antistante la nave in fiamme, per ravvisare eventuale presenza di naufraghi (più tardi si recuperarono due vittime). "Sopraggiungono frattanto tutti mezzi destinati alle operazioni di soccorso: piloti, rimorchiatori, motovedette della Capitaneria di Porto, della Guardia di Finanza, delle Guardie Forestali, dei Vigili del Fuoco e, via terra, ambulanze con personale specializzato pronto per ogni evenienza". Da rilevare che parte degli addetti della Syndial impegnati nel collegamento della Agip Palermo, che hanno trovato riparo presso lo stesso pontile a nord dell'incidente, nonché l'operatore del pontile e il collega ormeggiatore che lo assisteva furono imbarcati a bordo della motobarca Pantera; e che le imbarcazioni del Gruppo effettuarono più viaggi via mare per integrare gli equipaggi dei rimorchiatori, impegnati nell'opera di soccorso e spegnimento".

La lotta contro le fiamme sulla nave si prolungò per quattro ore circa, mentre più a lungo si protrassero gli interventi per soffocare incendi alle tubature e altri focolai, nonché porre in sicurezza altri impianti e navi. Tutto ciò con l'apporto degli ormeggiatori-battellieri dello scalo marittimo turritano, compresi i franchi da servizio, a riprova della disponibilità e prontezza, da parte del Gruppo ormeggiatori-battellieri, anche nel giorno di Capodanno, nell'organizzare il servizio con un ampia presenza di addetti, che non può essere paragonabile ai vincoli tradizionali del normale orario di lavoro. E questo perché il Gruppo di Porto Torres, come l'intera categoria, pone l'attenzione principal­mente agli imprescindibili problemi di interesse generale. Infatti, l'attività svolta è tangibile testimonianza che il loro è un servizio globale e costante, che si svolge in stretto coordinamento con l'Autorità Marittima, nel senso di una sorta di comparto operativo, che rile­va appunto la caratteristica di servizio pubblico, posto a difesa del bene comune, in grado dì esercitare un'at­tività, anche al di fuori delle tipiche prestazioni di or­meggio e disormeggio, capace di intervenire per mitigare gli effetti degli incidenti che possono accadere in ambito portuale.
Da rilevare, infine, che interventi d'emergenza come quello di Porto Torres la categoria non chiede alcun compenso, nella consapevolezza che tali prestazioni ricadano nel novero dei compiti di attività pubblica e di presidio con obblighi di sicurezza cui i Gruppi sono preposti".

..tratto da:"Porti e servizi tecnico-nautici"

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Affetuosa dedica alla "COLLEGA" scomparsa - Un omaggio speciale

Poco prima di morire, a poco più di sei anni d'età, le sue performance balzarono sulla ribalta nazionale di 'RaiUno mattina' e sulle colonne di alcuni quotidiani della Sardegna. Ma già in precedenza, tutti a Porto Torres conoscevano le 'prestazioni professionali' di quel cane femmina di incerto pedigree che aveva eletto il suo domicilio fisso presso la sede degli ormeggiatori e battellieri del porto sardo, ricambiando vitto e alloggio con il proprio lavoro, sempre svolto con dedizione e pun­tualità e con punte di eccellenza nella sua specializzazione con il 'sacchetto' lanciato da bordo delle navi in via di ormeggio. E così, come meglio ricorda­re questa preziosa 'collaboratrice', già iscritta al sindacato dei randagi, se non dedicandole una imbarcazione di pura razza nautica. Detto fatto, ecco il nuo­vo battello del Gruppo turritano battezzato Tora, fatto seguire da una '1'' che la dice lunga sull'intenzione di per­petuare il nome nei tempi a venire.

tratto da:"Porti e servizi tecnico-nautici"

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PORTO TORRES - E' morto il cane ormeggiatore, da sei anni " LAVORAVA " nel porto

Si dava da fare per prima quando stava per arrivare la nave. Sempre pronta a prendere la cima lanciata dal traghetto, o davanti sulla barca che andava da un pontile all'altro, anche con il mare mosso. Non portava il casco protettivo, non ne aveva bisogno. Aveva sei anni, era il più piccolo ormeggiatore d' Italia. Era un cane che faceva le cose che fanno gli uomini. Le aveva imparate dagli ormeggiatori che non le avevano nascosto niente del mestiere. L'altra sera «Tora» è morta lì, sulla banchina del porto. Fra dieci giorni avrebbe dato alla luce i cuccioli.
Forse l'ha uccisa il morso terribile di una zecca. O magari una zanzara, la cui puntura può essere stata mortale per «Tora» che soffriva di una forma di anemia che si era aggravata nel periodo della gravidanza, le stavano addosso gli ormeggiatori, specie quelli più giovani che non le facevano mancare niente. L'avevano trovata lì, vicino al «gabbiotto» del porto, proveniva da una cucciolata e, per un destino che unisce uomini e animali, lei — unica femmina — era rimasta in porto. L'avevano adottata gli ormeggiatori turritani. Coccolata e istruita a fare cose che, qualche volta, gli esseri umani non riescono. I cani meticci spesso brillano per intelligenza, capacità di apprendimento, affetto nei confronti di coloro che stanno loro intorno. «Tora» — che poi stava per «Ormeggia...Tora» — era così. La trovavi sempre al lavoro, anche al turno di notte, quando gli altri cani se ne stanno tranquillamente a dormire. Non aveva bisogno di segnare la presenza, non aveva uno stipendio, le bastava stare lì con i suoi ormeggiatori. E quel lavoro le aveva procurato una certa notorietà: dopo un pò si erano mosse anche le telecamere della Rai e persino quelle di una televisione tedesca. Sembrava se ne fosse accorta quel giorno, se n'era andata via scodinzolando. Sono un pò tristi gli ormeggiatori. L' hanno assistita fino alla fine «Tora». Quando l' hanno vista accasciarsi in banchina, uno di loro l' ha messa in macchina ed è corso dal veterinario. Purtroppo non c'era più niente da fare. Era in maternità, da qualche tempo le impedivano di lavorare, anche se lei ci provava. Non era solo un cane, come si dice. Era come «Argo», quel pastore tedesco che 23 anni fà attraccava, anche lui, le navi. E la gente se lo ricorda ancora. Sarà così anche per «Tora»

tratto da: "La Nuova Sardegna"

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Amerigo Vespucci sbarca a Porto Torres

 

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Porto Torres - La cagnetta “ormeggiatrice” uccisa da una zecca, era la mascotte dei portuali

Ogni giorno dava spettacolo sulle banchine. Cominciava presto, all’arrivo delle navi da Genova: scodinzolava fra le gambe dei suoi amici ormeggiatori, li aiutava a staccare i cavi di ormeggio dalle bitte per il divertimento dei passeggeri e non solo. Tutti al porto conoscevano Tora, cagnolina tuttofare adottata nel ’94 da Silverio Mazzella, un ormeggiatore che le aveva insegnato il mestiere fino a farla diventare a beniamina del gruppo. E lei, pur non firmando come matricola e non figurando nel libro paga della categoria, svolgeva il suo compito con pignoleria accontentandosi di lunghi momenti di celebrità, immortalata da passaggi televisivi. Tora è morta ieri, per il morso di una zecca. Stava per avere i cuccioli, si è sentita male. I suoi amici ormeggiatori l’hanno subito portata dal veterinario. Mezz’ora dopo si è accomiatata, in silenzio, dai suoi amici lupi di mare.

tratto da: " L'unione Sarda

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